Allevare Pappagalli

Tra gli animali più affascinanti ed esotici per eccellenza figurano i pappagalli. Nell’immaginario collettivo questi vengono riconosciuti come i fedeli e simpatici compagni d’avventura dei pirati e quando si incontra una specie viene naturale volerla con sé. Prima di allevare un pappagallo però è importante sapere che sono animali estremamente delicati e spesso assumono connotati istrionici. Se l’idea è quella di adottare un pappagallo ed essere sicuri di potersene occupare al meglio, qui di seguito una guida completa su tutto ciò che è importante sapere.

Alloggio

Primo tra tutti, l’alloggio. Estremamente vivace e intelligente, il pappagallo necessita di una gabbia che abbia all’interno i comfort necessari, non dimenticando però le uscite quotidiane sempre monitorate affinché possa sgranchirsi le ali. A tale scopo è importante munirsi di trespolo mentre la gabbia verrà utilizzata per il riposo dell’animale o qualora in casa non vi fosse nessuno in grado di accudirlo.

L’alloggio del pappagallo inoltre, preferibilmente in acciaio o ferro, dovrà collocarsi nella zona più frequentata della casa mentre per le 12 ore di riposo è bene spostarla in un luogo buio e tranquillo. Attenzione alle chiusure, questo animale ha una spiccata e vivace intelligenza e saprà come aprirle, ecco perchè è sempre consigliato un lucchetto. Sul fondo bisogna avere la griglia sollevata che permette la separazione dalle feci. Da evitare anche l’esposizione al troppo caldo o alle intemperie.

adottare un pappagallo

Allevare pappagalli (Foto©Pixabay)

Alimentazione

Appena adottato, è importante chiedere al venditore quanti giorni o anni abbia il vostro esemplare. Questo perché, a seconda dell’età, il pappagallo va monitorato con alimentazione continua. Se di appena 5 o 20 giorni, infatti, necessiterà di ben 6 imbeccate al dì. Esattamente come noi, il via libera dell’alimentazione verte sulla varietà. Da escludere il solo mix di semi. Una vera leccornia per la specie è considerata la frutta secca. L’acqua, sempre pulita, è da lasciare disponibile 24 ore su 24.

Igiene e cura

Esattamente quanto la necessità di una gabbia pulita, il pappagallo necessita anche di una pulizia costante per mantenere il piumaggio in salute. Ecco perchè un mantra imprescindibile per la specie è il bagnetto. L’acqua rigenera le piume, sottoposte a sporco continuo, e incentiverà l’animale al lisciaggio di queste. Inoltre, durante la muta, i nuovi calami porteranno prurito e l’acqua si dimostrerà un’efficiente lenitivo.

Attenzione però al primo approccio col bagnetto. Ogni pappagallo dispone di una propria personalità e ognuno avrà un modo diverso di interagire con la ciotola dell’acqua. Se l’animale si dimostra restio o impaurito al bagnetto, un buon diversivo iniziale è quello di nebulizzare l’acqua con uno spruzzino.

cosa mangia il pappagallo

Come allevare pappagalli (Foto©Pixabay)

Addestramento

Il pappagallo conquisterà l’intera famiglia perché allegro, socievole e intelligente. Proprio per questa serie di caratteristiche è fondamentale che la gabbia si trovi nel punto più frequentato della casa e che l’animale sia sottoposto a stimoli continui. Per l’addestramento infatti è importante instaurare un saldo legame con la specie, che richiede un rapporto costante con il proprietario. Al pari del cane e del gatto, il pappagallo una volta instaurata la fiducia seguirà il proprio padrone in ogni comando e addomesticarlo a quel punto sarà gioco da ragazzi.

Riproduzione

In natura ci sono molte specie di pappagalli e la riproduzione varia da tipo a tipo. Per chi avesse il desiderio di formare una famiglia di volatili, è consigliato prendere una coppia giovane già consolidata e scelta autonomamente. Da evitare quindi di imporre una coppia che non sempre porterà il risultato sperato. Nella formazione della coppia bisogna non scegliere mai due consaguinei, questo perchè la variabilità genetica si rivela un fattore fondamentale per la salute della specie. Il periodo riproduttivo migliore è la primavera, che con la sua temperatura mite prepara in modo sereno il pappagallo alla deposizione delle uova. Dopo dieci giorni circa dalla deposizione e cova delle uova, si può procedere alla speratura: puntare una luce sul guscio d’uovo e in un luogo buio per capire se l’interno è fecondo oppure no. Una volta giunti al periodo della schiusa è importante che sia il pappagallo a occuparsene ed è bene dare quanto meno fastidio possibile.

pappagalli cosa mangiano

Come allevare un pappagallo (Foto©Pixabay)

Malattie e cure

Nonostante la delicatezza della specie, se allevati bene i pappagalli vivono tra i 60 e gli 80 anni. L’importante è curare l’alimentazione e sottoporli a visite di controllo annuali, compreso il controllo della psittacosi, che può essere effettuato anche ogni 3 anni. E’ importante effettuare controlli di routine anche quando il pappagallo appare in perfetta salute. Questo perchè per loro natura tendono a non mostrarsi mai vulnerabili.

Specie di pappagalli

I pappagalli comprendono ben 350 specie ed elencarli tutti sarebbe difficile. I più diffusi e quelli più apprezzati sono senza dubbio quelli parlanti che si suddividono in 5 varietà: il cacatua, l’ara, il conuro del sole, il cenerino e il calopsite.

addomesticare un pappagallino

Allevare un pappagallo (Foto©Pixabay)

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