Allevare Lumache

Il termine elicicoltura deriva dal greco elix ‘spirale’, in questo caso con il significato di chiocciola, e dal latino cultus / colere  ‘coltivare’ ed indica una branca della zootecnica che si occupa di allevare lumache a scopo alimentare, al fine di produrre quantità elevate di questi molluschi per poi venderli alle aziende ristorative interessate

Elicicoltura, tutto quello che c’è da sapere

L’elicicoltura ha origini antichissime: come testimoniato dagli storici latini Varrone e Plinio il vecchio, già i romani la praticavano allevando le lumache e mettendole all’ingrasso con farina ed erbe aromatiche.

L’elicicoltura moderna si è diffusa, al di fuori dell’Europa, in California nel 1850 forse grazie agli emigranti francesi che la usavano per la produzione del loro escargot, mentre altre fonti affermano che furono gli emigranti italiani a portare l’elicicoltura negli Stati Uniti.

Per l’alimentazione umana sono allevate le seguenti specie di chiocciole:

  • Zigrinata o Maruzza (Cornu aspersum), che rappresenta l’80% del patrimonio elicicolo italiano
  • Vignaiola bianca (Helix pomatia)
  • Rigatella (Eobania vermiculata)
  • Cozzella di campagna o bovoletto (Theba pisana)
lumache di terra

come allevare lumache(Foto©Pixabay)

A cosa serve l’allevamento di lumache

Anche se si tratta di una pratica diffusa già da secoli, negli ultimi anni l’elicicoltura sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto in Italia, creando intorno a sé interesse e curiosità da parte di molti giovani imprenditori.

La ragione è semplice: si tratta di un lavoro agricolo che permette di far fruttare un terreno ottenendo un discreto reddito ed è un’attività che si può iniziare con un investimento ridotto, infatti i  costi per partire sono accessibili e non c’è necessità di macchinari particolari.

Il prodotto viene usato prevalentemente nel settore alimentare ma ha sviluppato positivamente anche il mercato della cosmetica farmaceutica, con incrementi fino al 10% anno su anno nell’ultimo decennio.

Come allevare lumache

Esistono due tipi di allevamento: all’aperto a ciclo naturale e in serra. Il primo sistema di allevamento, pur essendo più complesso, risulta il più diffuso; rappresenta, infatti,  il 97% degli impianti nel panorama nazionale.

L’Italia, in particolare, a differenza di altri Paesi europei, fin dai primi esperimenti, ha ritenuto improponibile un allevamento di chiocciole in condizioni che non fossero quelle naturali, proprie del mollusco, abituato da sempre ad un habitat rurale e in piena armonia con la natura.

Ciò anche in relazione alla assoluta semplicità dell’anatomia e fisiologia del mollusco ed alla lentezza del ciclo di vita. Questo metodo, infatti, consiste nel praticare l’elicicoltura esclusivamente all’aperto e su libero terreno, senza coperture o protezioni, introducendo in apposite recinzioni chiocciole destinate ad accoppiarsi e a moltiplicarsi.

Questa tipologia di allevamento comporta spese iniziali abbastanza contenute  ma di contro ci sono molti pericoli esterni che possono danneggiare l’allevatore come uccelli, insetti, topi e maltempo.

il sistema prevede una recinzione perimetrale esterna, al fine di contenere l’intero impianto ed evitare incursioni da parte di predatori dall’esterno.

Per una più agevole manualità è possibile suddividere lo spazio interno in settori più piccoli, al cui interno saranno distribuiti i semi per l’alimentazione delle chiocciole.

Lo scopo del sistema all’aperto, dunque, è quello di rispettare il ciclo naturale ma con controllo costante da parte dell’uomo, per creare un prodotto biologico di alto livello e di alta resa.

Allevare lumache in serra

Il tipo di allevamento in serra, invece, è tipico di paesi europei quali la Francia e la Spagna. In questo caso il rischio di attacchi da parte di animali esterni è minore ma sussistono problemi di altro tipo.

La chiocciola, allevata in condizioni artificiali, necessita di maggiori attenzioni da parte dell’allevatore per la pulizia, per l’apporto di alimenti dall’esterno e per la continua irrigazione artificiale.

In serra inoltre si rischia l’eccessiva assimilazione di anidride carbonica e la mancata possibilità di beneficiare della naturale umidità, derivante dalla deposizione della rugiada, condizione ideale per la vita delle chiocciole.

Il prodotto che cresce al coperto, inoltre, in assenza della luce del sole ha carne con bassa consistenza che alla cottura perde un’alta percentuale di peso.

coltivazione lumache

Coltivazioni lumache(FotoPixabay)

Guadagnare con le lumache

I guadagni di un impianto elicicolo sono direttamente proporzionali alle dimensioni dell’allevamento, alla capacità di far riprodurre le chiocciole e all’abilità dell’azienda a raggiungere canali di vendita interessanti.

Il ricavo maggiore si ottiene sicuramente dalla vendita della carne per gastronomia: ogni recinto di dimensioni standard produce circa 200 chilogrammi netti di prodotto ogni stagione.

Le chiocciole sono quotate a livello nazionale da un minimo di euro 4,50 kg (vendita all’ingrosso) fino ad un massimo di euro 12,00 kg (in caso di vendita al dettaglio). Altra fonte di guadagno è la bava di lumaca, prodotto molto richiesto nel mercato della cosmesi.

Recentemente, inoltre, si inizia a parlare anche della vendita di uova, il cosiddetto caviale di lumaca.

I requisiti per allevare lumache

Per realizzare un allevamento di lumache è necessario, per prima cosa, avere un terreno, non serve che sia molto vasto, l’importante è avere accesso all’acqua e poter costruire recinzioni.

È utile anche disporre di un capanno degli attrezzi in prossimità dell’appezzamento.

La recinzione perimetrale è fondamentale per proteggere le lumache da predatori esterni: deve essere in lamiera, meglio se ondulata, e interrata almeno 30 centimetri in profondità.

Oltre a quello esterno occorrono recinti realizzati appositamente per proteggere le chiocciole dai raggi ultravioletti e che siano anche anti bava ed anti fuga.

È importante, inoltre, costruire un impianto di irrigazione per poter bagnare i recinti delle lumache. L’impianto viene idealmente ubicato in alto e verte su un tubo in polietilene dove vengono applicati dei micro nebulizzatori, alla distanza l’uno dall’altro di 2,5 metri circa.

Occorre, poi, comprare le sementi di colture utili ad alimentare e ombreggiare le chiocciole, in particolare bietola da taglio e bietola da coste, che verranno seminate in primavera.

Per gestire un allevamento elicicolo, infine, è importante possedere gli attrezzi utili per manutenzione e coltivazione del terreno:  un tosaerba o un decespugliatore, un motocoltivatore oppure un trattore di piccole dimensioni.

allevamenti redditizi

Lumache allevamento(Foto©Pixabay)

Agevolazioni economiche

Attualmente l’elicicoltura è diventata una realtà agricola riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno leggi per atto a suo favore, creando incentivi economici per la diffusione di tale produzione