Allevare farfalle

Le deliziose, affascinanti ed eleganti farfalle hanno catturato lo sguardo di ognuno fin dalla tenera età.

Coinvolgenti nella loro danza in aria, delicate nell’appoggiarsi sui fiori e dai colori sgargianti, questi animali dalla vita breve sono diventati fonte di ispirazione per artisti, divenendo ben presto elemento decorativo di quadri, tendaggi, vestiti e foulard. E pure, incredibile a dirsi, ma le farfalle rientrano tra gli animali che possono essere allevati.

Come tutti sanno è la loro metamorfosi a renderle ancora più affascinanti.

La farfalla appartiene alla famiglia dei Lepidotteri, ed è prima bruco, poi crisalide e soltanto in ultimo assume la straordinaria immagine con la quale viene riconosciuta. In quest’ultimo stadio può vivere circa un mese ma non è raro che alcuni esemplari muoiano dopo appena poche ore dalla trasformazione.

Eseguendo alcuni semplici ma necessari passaggi è possibile quindi dar vita al proprio personalissimo allevamento di farfalle.

Allevamento farfalle (Foto©Pixabay)
Le uova di farfalle
Il passaggio iniziale che permette all’allevamento di prendere forma è sicuramente la cura delle uova.

Le uova di farfalla, hanno uno stato esterno, detto guscio, che ha il compito di proteggere l’embrione in via di sviluppo. Il corion, nome scientifico con il quale il guscio viene indicato, è costituito da cheratina fibra che protegge da acqua e gas atmosferici. Le dimensioni delle uova variano a seconda della specie in questione, ma hanno una dimensione media che va da 0,5 a 2,5 mm. Queste possono essere conservate e tenute in una scatola di piccole dimensioni, anche di materiale plastico, purché sia bassa e trasparente. Questo contenitore oltre a conservare le uova, potrà andare bene anche per i primi giorni di vita delle larve. Sebbene possa cogliere qualche allevatore impreparato, cominciare ad allevarle non è poi così difficile.

La temperatura richiesta dalle uova è quella d’appartamento, che si aggiri intorno ai 18° e i 20°C. Questa variabile però è da considerare in base alla specie di cui si è in possesso. Quelle tropicali, infatti, potrebbero gradire una temperatura di una spanna più alta, che si aggiri, quindi, intorno ai 25°C.

Per le specie che invece richiedono un certo grado di umidità, è possibile utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto d’acqua, leggermente e non zuppo, da inserire nel contenitore.

Le uova possono essere di colore bianche o trasparenti ma il colore, nella maggior parte dei casi, varia a seconda dello stato embrionale. Il numero di uova è variabile e può partire da poche decine fino ad arrivare a quasi 20.000. Le femmine depongono le uova una ad una o a grappoli, che saranno lasciate cadere sulle piante nutrici. Infatti le femmine le depongono direttamente all’interno dei tessuti vegetali della pianta.

Nel caso dell’allevamento è preferibile non appoggiarle sulle piante nutrici prima della schiusa, a causa del rilascio di Co2 che potrebbe compromettere la loro crescita in un ambiente piccolo e chiuso.
I bruchi
Poter decretare un periodo fisso dell’incubazione non è possibile, esso varia a seconda della specie ma può generalmente durare dai due giorni alle tre settimane.

Poiché è preferibile non tenere la foglie nutrice nella scatolina, è consigliato spostare in un altro contenitore con la foglia le larve appena schiuse.

I bruchi, appena nati, hanno una dimensione ridotta. Si tratta infatti di specie di un paio di mm che possono raggiungere un massimo di un cm. Questi, nelle prime ore di vita, non necessitano di cibo poiché la prima fonte di cibo è il guscio. Una volta schiuse tutte le uova, è possibile utilizzare la stessa scatolina per i primi tempi dei bruchi. All’interno della stessa andrà posizionata la foglia nutrice, con l’accortezza che possa essere reperibile un po’ ovunque, così che i bruchi, considerate le dimensioni, possano cibarsene facilmente.

La scatola andrà aperta soltanto per la sostituzione della foglia nutrice e non richiede alcun riciclo d’aria. Attenzione solo all’eccesso di condensa delle foglie che potrebbe comparire sulla scatola, in quel caso è opportuno forare leggermente la stessa. L’acqua sufficiente per dissetare i bruchi verrà inserita nella scatolina, nebulizzando la foglia nutrice.

Un’attenzione particolare ai bruchi è richiesta nel periodo di muta, in genere sono in totale 5 o 6, poiché nel periodo pre-muta sarà attaccato al suolo senza mangiare, e durante questa fase delicata è severamente vietato disturbare l’animale.

Bruchi di farfalle (Foto©Pixabay)
Le Crisalidi e i Bozzoli
Le crisalidi, o pupe, indicano quello stadio della farfalla caratterizzato dalla totale immobilità esteriore, mentre la parte interiore da larva adulto si prepara allo sfarfallamento. In genere, dopo aver scelto un luogo riparato, il bruco si prepara all’ultima muta che lo condurrà appunto a diventale crisalide. In questa fase è riconoscibile il capo, l’addome e il torace e vi è anche un primo abbozzo di ali.

Parlando di crisalidi è facile sentire parlare anche di bozzoli. Si tratta di un caso nato dalla saliva delle larve e serve a garantire la protezione della pupa prima dello sfarfallamento.
Lo sfarfallamento
La più poetica delle fasi è sicuramente quella dello sfarfallamento, la fuoriuscita cioè dell’adulto dall’involucro. Nella fase iniziale il lepidottero non sarà in grado di volare ed è vulnerabile di fronte ai predatori. Una volta spiegate le ali, infatti, segue un periodo di immobilità e dopo avviene l’involo.

Come allevare farfalle (Foto©Pixabay)
Alimentazione delle farfalle
Appena uscita la farfalla non mangerà per alcune ore ma una volta libera sarà ben lieta di nutrirsi tra le piante del giardino. Alcune di esse gradiscono anche frutta molto matura.
Riproduzione
Per l’allevamento si può scegliere di catturare una femmina adulta per farle deporre le uova; con molta probabilità sarà già stata fecondata. La riproduzione avviene in due fasi: corteggiamento, durante il quale i maschi realizzano alcuni volteggi, e l’accoppiamento. Gli organi riproduttivi delle farfalle si trovano nell’addome.

Allevamenti farfalle (Foto©Pixabay)
Attrezzature per allevare farfalle
Le attrezzature per allevarle sono davvero poche: basteranno una fauna box, o contenitore con almeno un lato di rete per le larve.

Ovviamente con l’aumentare del numero delle mute, aumenteranno le dimensioni dello stesso. Sul fondo del quale è consigliato mettere un foglio assorbente da cambiare ogni 3 giorni.

Una volta uscita dalla pupa la farfalla, se non è possibile lasciarla libera andrà inserita in un terrario.