Allevare Cavalli

Allevatore per definizione della ANAC, associazione nazionale allevamento cavalli, è colui che risulta proprietario della cavalla partoriente (detta fattrice) al momento della nascita.

In Italia a causa della povertà dei pascoli e dell’alto costo della manodopera di personale specializzato, l’attività risulta difficile da praticare come passione e viene quindi praticata quasi esclusivamente per scopo di lucro.

Ci sono delle linee guida da seguire, per poter allevare e soprattutto per poter avere successo nell’attività e di conseguenza ritorno economico. Occorre rimanere consapevoli che l’allevamento equino richiede un grande investimento di tempo e denaro, in special modo nelle fasi iniziali.

cavalli

Allevare cavalli (Foto©Pixabay)

La primissima valutazione da fare, sono gli spazi. Il cavallo necessita di un terreno ampio dove potersi muovere liberamente e correre, la sua grandezza deve più o meno corrispondere a 1 ettaro per ogni cavallo, deve essere circondato con recinti di qualità in modo che l’animale non si ferisca, anche se dovesse tentare di fuggire. Sempre necessaria è, inoltre, una stalla, la quale deve avere un’area e box separati per le fattrici e per gli stalloni, essendo il cavallo un animale gregario è possibile effettuare una stabulazione di gruppo, nella quale gli spazi dovranno essere adeguati, a seconda della razza e dimensione di ogni cavallo, e i raggruppamenti fatti a seconda del carattere o tipologia dei cavalli. Questa dovrebbe essere un luogo ben protetto da agenti climatici, ben areato e riscaldato, illuminato e con disponibilità di collegamenti per assicurare continuo flusso di acqua fresca e rifornimenti costanti di cibo.

Tipi di cavallo

La seconda valutazione riguarda il tipo di cavallo da acquistare, oltre alle razze infatti esistono diverse tipologie di cavallo, ognuna adatta a una particolare mansione e queste sono:

  • Cavalli da corsa, utilizzati nelle gare, di solito sono purosangue o trottatori;
  • Cavalli da sport o da sella, utilizzati nelle competizioni sportive di stile o per attività di tipo turistico;
  • Cavalli da lavoro, utilizzati per il lavoro;
  • Cavalli da carne, utilizzati come cibo per la loro carne.

Ogni tipologia ha dei sistemi di allevamento diversi, tecniche diverse e richiede attenzioni o cure specifiche.

Come allevare un cavallo da corsa

Allevare un cavallo da corsa è sicuramente la scelta più costosa e impegnativa, questi richiedono infatti le tecnologie più avanzate, le strutture più specializzate e le cure più attente. In particolar modo è importante curare la selezione genetica durante la scelta dei riproduttori, i quali devono aver vinto almeno una gara per non essere esclusi, allo scopo di avere dei puledri con precise caratteristiche, e l’alimentazione dell’animale che deve essere molto bilanciata e nella quale vanno, quasi obbligatoriamente, usati prodotti industriali mangimistici e integratori alimentari.

Le caratteristiche di un allevamento da corsa sono generalmente: la monta naturale o fecondazione artificiale, lo svezzamento precoce a 4 mesi, l’inizio della doma a 15 mesi, la vendita all’asta a 18 mesi, l’inizio dell’allenamento per le corse tra i 20 e i 24 mesi.

allevamento di cavalli

Allevamenti cavalli (Foto©Pixabay)

Come allevare un cavallo da sella

Allevare un cavallo da sella può essere più semplice e può avvenire collateralmente a delle attività di azienda agraria, impegna meno capitale rispetto al cavallo da corsa e richiede relativamente meno cure, in termini di specificità. In questo caso i puledri saranno valutati da esperti per difetti con dei ‘ performance test’ durante tutte le fasi dello sviluppo ed eventualmente esclusi dalle competizioni o dalla possibilità di riproduzione. Le caratteristiche di un allevamento da sella sono generalmente: la monta naturale o fecondazione artificiale, lo svezzamento a 6 mesi con alimentazione differenziata dal 3 mese se si tratta di cavalli di pregio, l’inizio doma a 30 mesi, le prime gare di salto a 3 anni, preparazione ai circuiti a 4 anni, partecipazione a concorsi e circuiti dai 5 anni in poi.

allevamenti equini

Come allevare cavalli (Foto©Pixabay)

Come allevare un cavallo da lavoro

Allevare un cavallo da lavoro o da carne è ugualmente utile per un ritorno economico, in quanto la carne è piena di nutrienti ed è apprezzata nel mondo. Le caratteristiche di un allevamento da carne o da lavoro sono totalmente diverse da quelle degli altri sistemi di allevamento, gli animali, infatti, possono provenire da allevamenti diretti alla produzione di carne, da allevamenti diretti a finalità diverse o possono essere animali importati vivi, sottoposti ad ingrasso in stalla. Le tipologie di cavallo che viene macellato per produrre tagli di carne sono di solito: il lattone e il puledro macellati rispettivamente a 350/420 kg e 450/500 kg di peso.

Alimentazione

Rispetto a molti altri animali il cavallo ha un sistema digestivo più delicato, per questo, a prescindere dalla sua razza o tipologia, la sua alimentazione deve essere varia, sia qualitativamente che quantitativamente parlando. Essa varia in base a peso, razza, età, sesso, clima, stagione e anche al lavoro a cui il cavallo viene sottoposto. L’animale deve poter mangiare poco cibo, ma tante volte al giorno, questo perché ha uno stomaco di dimensioni piccole rispetto alla sua mole e in generale necessita di bere molta acqua. I nutrienti di cui ha assolutamente bisogno sono carboidrati, fibre, proteine e vitamine contenuti in fieno e mangimi, verdura e frutta, possibilmente da somministrare in quest’ordine.

Accoppiamento

Il cavallo manifesta l’stinto sessuale già dal primo anno di vita e rimane attivo per tutta la durata di essa, ma è meglio non fare accoppiare, ne stalloni ne fattrici, prima dei 3 anni di età. Potenzialmente l’animale si può accoppiare durante tutto l’anno, ma la stagione preferita (stagione di monta) va da Febbraio a Luglio. Il calore delle fattrici dura intorno ai 7 giorni, durante i quali accetterà lo stallone, se non viene fecondata si ripete in circa 3/4 settimane, giorni in cui lo stallone verrà rifiutato dalla cavalla.

Bisogna anche conoscere le malattie equine e i loro sintomi più comuni, al fine di condurre un allevamento di successo. Esse sono:

  1. Influenza equina, con sintomi influenzali classici, non esiste cura
  2. Scabbia o rogna, è una malattia dermatologica, curabile
  3. Colica, dipende dall’alimentazione, è curabile, ma soprattutto occorre prevenzione
  4. Laminite, una malattia del dito anch’essa prevenibile tramite l’alimentazione
  5. Malattie infettive varie, zecche e tetano.

Un cavallo normale, in buona salute ha una vita che comunemente dura 25 anni, ma arriva anche a 30.